La penna degli Altri 08/05/2026 - 08:18

Un finale mai visto

Il "mai visto" si chiama Champions; si chiama anche fare ciò che sarebbe necessario ora, vincere le ultime tre. Dan Friedkin, dal giorno in cui è diventato proprietario della Roma (17 agosto 2020), ha vinto una Conference League nel 2022, ha disputato una finale di Europa League, ma non ha mai avuto il piacere di arrivare nelle prima quattro posizioni in campionato. La sua Roma è arrivata una volta settima (con Fonseca), tre sesta (Mourinho-De
Rossi
) e una quinta (De Rossi, Juric e Ranieri). Ora con Gasp ha la possibilità di scrivere un finale, appunto, "mai visto". Gasperini (...) è il primo a crederci: Parma, il derby e Verona, sono gli ultimi ostacoli. Per toccare il quarto posto, non si può prescindere da nove punti, dalle tre vittorie. E potrebbero non bastare. La Roma friedkiniana non è mai arrivata, tranne lo scorso anno grazie a un finale vissuto col fiatone, a giocarsi qualcosa di serio nelle ultime tre giornate. Ultime tre giornate e tre vittorie, anche qui, con i Friedkin, un qualcosa di mai visto. La Roma che arriva settima, l'ultima di Fonseca, ottiene la qualificazione alla neonata Conference League all'ultima giornata, (...) insomma, quella squadra, quarta, proprio non pote va arrivare, come (in parte) quelle successive. (...) L'anno dopo, arriva Mourinho e si spera nell'upgrade. Ma le avversarie erano troppo più avanti, il portoghese tiene finché può poi si dedica alla Conference, infatti arrivano la sconfitta a Firenze, il pari in casa col Venezia e il successo in casa del Toro. Mou chiude sesto a 63 punti, uno in meno della Lazio. (...) Stessi punti e stessa posizione l'anno dopo, con in rosa Dybala e Belotti, più Matic, che avrebbero dovuto alzare il livello. Niente. Ultime tre partite, niente strike: pareggio con la Salernitana, sconfitta a Firenze e vittoria in casa con lo Spezia, prima della finale con il Siviglia in Europa League. La posizione è sempre la stessa, sesta, i punti idem, 63 (uno in più della penalizzata Juventus): le prime quattro sono tanto avanti, il Napoli chiude primo a 90 punti, l'Atalanta è fuori dalle prime quattro, posizioni occupate dai campioni d'Italia, dalla Lazio, dall'Inter e dal Milan. Sessantatrè punti si materializzano pure nell'annata successiva, quella divisa tra Mourinho e De Rossi. Anche qui, la Roma, che non può competere con le prima della classe (Inter, Napoli, Milan e Atalanta), arriva sesta e prova il colpo della seconda finale europea di fila. Obiettivo fallito. Male le ultime tre di campionato con Daniele in panchina: sconfitta a Bergamo, successo all'Olimpico con il Genoa e caduta inaspettata a Empoli. E di nuovo sesto posto, di nuovo 63 punti. (...) Lo scorso anno è stato un miracolo già pensare a un aggancio al quarto posto, visto come era partito il campionato della Roma, con il doppio esonero di De Rossi e poi di Juric. Ranieri ha portato la squadra a giocarsi le sue chance fino alla fine, ma la Roma nelle prime posizioni non c'era mai stata. Il miracolo non e arrivato per un solo punto: il filotto nelle ultime tre viene mancato per un niente.
La Roma perde a Bergamo (e in pratica proprio contro Gasp cade la possibilita di andare in Champions) poi vince con Millan e Torino. La Juve è quarta a 70, la Roma finisce a 69. Quella attuale è una stagione diversa da tutte le altre. La Roma è stata spesso nei piani alti, salvo dal primo marzo in poi, quando la Juve rimontò all'Olimpico. Ora ha ripreso a lottare, per arrivare a un qualcosa di mai visto dal 2020 ad oggi. Tre vittorie nelle ultime tre e un quarto posto che sarebbe oro. Santo Gasp in questo caso. E la squadra, che ha capito che i mostri sono altrove. Non qui, non direttamente sopra a lei.

(Il Messaggero)