L'ora delle scelte
IL TEMPO (L. PES) - Il coraggio di saper decidere. Un lento e inesorabile addio o un compro-messo d'amore. Le strade di Lorenzo Pellegrini e della Roma continuano a inseguirsi tra curve strette e lunghi rettilinei. Un addio che sembrava scritto durante la scorsa estate, allontanato dalla necessità di Gaspérini di poter contare sull'ex capitano, ma che ora torna prepotente nel dibattito. C'è sempre meno tempo per sentimenti e speranze, il bivio si avvicina e il club è chiamato a prendere decisioni sul futuro di Pellegrini così come di tutti i calciatori in scadenza. Ma il rinnovo del sette è diverso dagli altri, più difficile da trattare e pieno di equivoci, tecnici e non solo. L'attuale stipendio lo ha portato a guadagnare oltre ai 4.5 milioni di base, altri 2 di premio fedeltà a cui vanno aggiunti altri bonus ancora. L'allenatore era stato chiaro a settembre: dobbiamo recuperarlo tutti insieme. La missione, però, è riuscita a metà e dopo un mercato di gennaio. Già ora il centrocampista potrebbe firmare con altre squadre. Ma la speranza di continuare a giocare per la squadra della sua vita è sempre accesa. Quasi un anno fa la Roma gli aveva comunicato l'intenzione di non rinnovare il contratto ma la stima di Gasp per lui c'è, e a livello tattico può essere una pedina sempre utile anche per la squadra che verrà. Per questo la palla passa alla dirigenza e alla proprietà che dovranno decidere se chiudere definitivamente la porta al futuro o provarci ancora sperando che qualcosa possa cambiare. Anche perché le prestazioni dal rientro dopo il lungo infortunio di maggio 2025 non sono state particolarmente illuminate. Il solito gol nel derby e un paio di rigori pesanti non possono bastare a giustificare né lo status contrattuale attuale né l'ambizione di continuare a essere un titolare. Potrebbe essere necessario un ridimensionamento deciso su tutti i fronti, dal campo all'aspetto economico che lo stesso Pellegrini dovrebbe essere disposto ad accettare. Lui, per la Roma, di rinunce ne ha già fatte (come quando saltò gli Europei poi vinti dall'Italia) e con Gasperini il rapporto è solido e di fiducia reciproca. Ma per lui come per altri vale la legge del campo e una svolta da qui a fine stagione appare complicata. Con l'arrivo di Zaragoza, peraltro, sulla sinistra le gerarchie potrebbero essere stravolte in un repentino offensivo che ora può davvero cambiare faccia. Poi ci sono gli altri. Da Dybala a Celik passando per El Shaarawy. L'argentino è in una posizione simile a quella di Pellegrini, ma il fattore economico pesa parecchio e può rendere l'accordo ancora più difficile. El Shaarawy, invece, si appresta a salutare così come Celik: le alte richieste del turco, almeno al momento, impediscono qualsiasi tipo di negoziazione. Il tempo stringe, è l'ora di scegliere.

