La penna degli Altri 05/11/2019 - 10:17

Immobile e Zaniolo: i gemelli diversi nella corsa fotocopia

LA REPUBBLICA (F. BOCCA) - Hanno due allenatori — Fonseca e Inzaghi — da cui non ci si aspettava tanto, hanno due trascinatori considerati i migliori della loro categoria — Zaniolo miglior giovane, Immobile miglior attaccante — , una successione di risultati uguali che sembrano una Catena di Fibonacci. In particolare, Roma e Lazio, hanno vinto, perso o pareggiato contemporaneamente 9 partite su 11, mentre gli ultimi 3 risultati sono addirittura gemelli: vittorie per 2-1, 4-0, 2-1. Da tre giornate di campionato, inoltre, Zaniolo e Immobile fanno gol in coppia. È la normalità per Immobile, non lo è per Zaniolo che però ha in questo momento il tocco magico. Esordiente 14 mesi fa contro il Real Madrid, un boom improvviso che lo ha travolto e anche un po’ confuso, da quando Capello lo ha attaccato indirettamente in tv elogiando il 17enne Esposito dell'Inter — «Mi raccomando, non fare come Zaniolo» — non solo non ha più smesso di fare gol (quattro consecutivamente) ma ha preso la Roma per mano. Ricordando, nemmeno a dirlo, il giovane Totti. Gioca da 10 ma non ha la maglia numero 10, come Totti non ha un ruolo preciso in attacco, sa giocare ovunque, ha colpi da fuoriclasse, non è escluso che in futuro possa anche fare il centravanti “alla Totti”, completando a quel punto l’identificazione con lo storico capitano della Roma. Che, per inciso, si è rivisto in tribuna per Roma-Milan, come se si cercasse una riappacificazione dopo una separazione traumatica. Per il momento Zaniolo non vuole la 10 “per rispetto”, i suoi riferimenti passionali sono Kakà e Ronaldinho, di cui gli piacciono guasconate e colpi da circo che però Fonseca gli ha limitato per attribuirgli invece la responsabilità della manovra d’attacco. «La Roma ha tutto oggi per fare una grande annata», dice, con un tono assai più maturo di un anno fa.

Ciro Immobile invece ha fatto 13, quando tocca palla va in gol: con soddisfazione potrebbe far notare che sono 4 più di Lukaku (75 milioni) e 8 più di Ronaldo (105) ben più reclamizzati e osannati di lui. Che di milioni, 4 anni fa, ne costò a Lotito appena 8, consegnati nelle mani dell’ex ds della Roma Monchi, allora al Siviglia. E infatti per questo i laziali gliene furono doppiamente grati. È il momento più bello della sua carriera — passata attraverso Pescara, Genoa, Torino, Borussia Dortmund, Siviglia e Nazionale — mai così proficua come alla Lazio. A Roma Immobile ha trovato la coronazione dei suoi sogni, diventando colonna della lazialità: col gol n. 100 al Milan è entrato nel club dei goleador centenari biancocelesti: sesto dopo Rocchi 105, Giordano 108, Chinaglia 122, Signori 127, Piola 159. Ha 29 anni, può diventare il più grande uomo gol di sempre della Lazio.