In The Box 09/08/2020 - 16:35

Profili: Andrea Berta

LR24 (AUGUSTO CIARDI) - La Roma di Friedkin ha bisogno di una figura forte che rappresenti il meglio per fare da raccordo fra squadra e proprietà, che abbia esperienza e capacità per il mercato dei calciatori, che sappia tenere il bastone del comando senza tentennamenti. Andrea Berta e Fabio Paratici sono i nomi più gettonati, si inizia a parlare anche di Piero Ausilio. Il meno mediatico è il dirigente dell’Atletico . Ecco perché.

Andrea Berta ha contribuito in maniera determinante a quadruplicare il valore della rosa dell'Atletico . Ha un rapporto simbiotico con Diego Simeone. Ha acquistato, da direttore sportivo e direttore sportivo con deleghe extra campo, tutti i calciatori in rosa dal 2013 a oggi, compreso il funambolico Joao Felix, pagato oltre 120 milioni di euro.

Fino a pochi anni fa lo conoscevano in pochi, nessuno o quasi conosceva la sua voce. Oggi lo conoscono tutti, ma in foto non lo conosce ancora nessuno. Perché Andrea Berta è schivo, non si fa ammaliare da telecamere e microfoni, che per molti dirigenti sportivi sono la causa di una patologia limitante. Partito dalla provincia di Brescia, portato a Parma dal discusso Ghirardi, dopo un’esperienza al è volato a . Raramente un viaggio all’estero è stato così proficuo.

Lui, Gil e Cerezo dietro la scrivania. Simeone in panchina. I magnifici quattro dell’Atleti che tiene testa alle solite due spagnole e che, da quando Berta lavora là, ha vinto una Liga, una coppa del re, un’Europa League e ha sfiorato la . Impossibile fare meglio.

Aggiungiamo che non ama intrattenere rapporti confidenziali con gli addetti ai lavori (aneddoto personale: per averlo in collegamento radiofonico al telefono ci fu necessario un lavoro certosino durato mesi), non è tipo da diventare l’amicone con il quale allargarsi, ha bisogno di spazio e di dirigenti che con lui collaborino e non stiano sul chi va là, cosa che raramente è successa a Roma negli ultimi anni.

Due anni fa era finito nel mirino del Paris Saint-Germain, non trovò l’intesa perché a Parigi hanno un modo di fare calcio che stride con chi lavora alacremente come direttore sportivo. In più ci fu Simeone che fece pressione sul presidente Cerezo affinché non perdesse un elemento che come apporto alla squadra non vale meno di Oblak o Saul.

Ma dopo sette anni, il rapporto Berta-Atletico sta volgendo al termine. Non semplice che il divorzio si ufficializzi in queste settimane. Più probabile che l’addio si sancisca nel 2021, ma intanto si iniziano a sentire le sirene. Lo vuole il Manchester United, stanco di vedere vincere gli altri, che sonda lui e Paratici. Ci pensa la , che contemporaneamente mette in forte discussione Paratici stesso. Viene segnalato alla nuova Roma, che più di centravanti e difensori ha bisogno di un dirigente che sia diverso dai soliti nomi, dalle minestre riscaldate, dai malati di telecamera e di microfoni.

Andrea Berta è l’eccellenza del suo settore specifico. Difficile portarlo a Trigoria, fra i papabili big in prima fila c'è l'attuale direttore sportivo della . Ma le contingenze possono in questi mesi cambiare gli scenari di giorno in giorno. Quanto sta accadendo alla è l'emblema dell'instabilità calcistico-europea attuale.

In the box - @augustociardi75